
Un attacco informatico su larga scala ha colpito centinaia di supermercati francesi, manipolando i sistemi di refrigerazione e causando la distruzione di ingenti quantità di prodotti freschi e surgelati. Le indagini puntano a vulnerabilità in software obsoleti di Danfoss.
Un grave cyberattacco ha recentemente messo in ginocchio un numero significativo di catene di supermercati in Francia, prendendo di mira specificamente i sistemi di refrigerazione dei punti vendita. L'incidente, emerso intorno all'11 ottobre e verificatosi principalmente nella notte di domenica, ha compromesso infrastrutture essenziali per la conservazione dei prodotti freschi, generando perdite economiche ingenti e sollevando serie preoccupazioni sulla cybersecurity nel settore della distribuzione alimentare.
Tra le aziende maggiormente colpite figurano la Coopérative U, un vasto gruppo che gestisce insegne note come Hyper U, Super U, U Express e Utile, oltre a Intermarché, Carrefour Market, Monoprix ed E.Leclerc. Le stime più recenti indicano che l'attacco ha interessato un numero compreso tra 250 e 350 punti vendita in tutta la Francia, causando un'ondata di danni senza precedenti. Les Mousquetaires ha confermato che 300 negozi Intermarché e Netto sono stati colpiti, il doppio della stima iniziale di 150 punti vendita. La Coopérative U ha riportato disagi in meno di 100 negozi, mentre il numero di punti vendita Leclerc coinvolti rimane non specificato, rendendo difficile un conteggio nazionale preciso.
Dominique Schelcher, presidente della Coopérative U, ha definito l'incidente "di massima gravità, senza precedenti e inaccettabile", sottolineando come i sistemi di refrigerazione siano "essenziali per la conservazione dei prodotti freschi e per l'approvvigionamento alimentare della popolazione francese". Anche Christophe Hansen, commissario europeo per l'agricoltura e l'alimentazione, ha condannato l'attacco, menzionando esplicitamente Leclerc tra le vittime.
Secondo quanto riportato da diverse fonti giornalistiche francesi, tra cui BFMTV e The Hacker News, gli aggressori avrebbero sfruttato vulnerabilità in versioni obsolete del software di controllo della refrigerazione fornito da Danfoss, un'azienda danese leader nel settore. Gli attaccanti avrebbero preso il controllo remoto dei controller, manipolando la funzione di sbrinamento dei sistemi per indurli a riscaldare invece di raffreddare, raggiungendo temperature impostate fino a 50°C. Questo ha comportato un aumento incontrollato delle temperature all'interno di frigoriferi e congelatori, portando al rapido deterioramento di una vasta quantità di merce. Le nuove fonti confermano che l'obiettivo non era il furto di dati o una richiesta di riscatto, ma la distruzione della merce attraverso la manipolazione dei sistemi di raffreddamento. In particolare, si ritiene che siano state prese di mira versioni del software Danfoss precedenti alla versione 4.
I cicli di sbrinamento, normalmente progettati per rimuovere il ghiaccio accumulato e che durano circa due ore nell'arco delle 24 ore, sarebbero stati sfruttati per un riscaldamento prolungato. Questo meccanismo dimostra una manipolazione della Operational Technology (OT): modifiche non autorizzate ai parametri di controllo hanno portato a conseguenze fisiche dirette, piuttosto che a una semplice interruzione delle applicazioni aziendali.
Le perdite economiche sono già considerevoli. Solo in Alsazia, un supermercato Intermarché ha registrato danni per circa 50.000 euro a causa della perdita di prodotti surgelati. Un vicino Super U ha visto deteriorarsi sia prodotti freschi che surgelati, con perdite stimate intorno ai 220.000 euro. Un punto vendita E.Leclerc nella stessa città è stato anch'esso colpito. Le perdite confermate per i soli due punti vendita di Haguenau ammontano quindi a circa 270.000 euro. Le stime del totale dei danni potenziali per l'intero paese si aggirano intorno a diverse decine di milioni di euro, come indicato da Thierry Cotillard, a capo di Les Mousquetaires. Le squadre tecniche delle cooperative colpite, in collaborazione con specialisti della refrigerazione, stanno lavorando intensamente per ripristinare la piena funzionalità dei sistemi.
Questo incidente mette in luce le potenziali debolezze nella sicurezza dei sistemi di controllo industriale (ICS) e della Operational Technology (OT) utilizzati in settori critici come quello alimentare. Ricerche precedenti condotte da Claroty Research avevano già identificato vulnerabilità significative nei controller di refrigerazione Danfoss, tra cui le CVE-2023-25915, CVE-2025-41450, CVE-2025-41451 e CVE-2025-41452. In particolare, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) degli Stati Uniti aveva avvertito nel maggio 2025 di una vulnerabilità di bypass dell'autenticazione ad alta gravità (CVE-2025-41450) nella piattaforma hardware Danfoss AK-SM 8xxA Series, utilizzata per gestire sistemi di refrigerazione e HVAC nel settore alimentare.
Già nell'agosto 2026, ricercatori di Claroty avevano dimostrato durante la conferenza DEF CON 34 come un controller compromesso (AK-SM 800A) potesse disabilitare il raffreddamento, falsificando al contempo le letture di temperatura. Questo scenario, ora apparentemente realizzato su vasta scala, evidenzia i rischi concreti derivanti dall'esposizione di sistemi di refrigerazione industriale su Internet senza adeguati controlli di sicurezza, autenticazione e aggiornamenti firmware. La maggior parte delle unità colpite erano modelli più vecchi, come l'AK-SM 800 e l'AK-SC 355, per i quali Danfoss ha dichiarato la fine del supporto (end-of-life rispettivamente nel maggio 2021 e nel 2016). Anche alcune unità del modello attuale, AK-SM 800A, sono state compromesse a causa di firmware obsoleto. Danfoss ha dichiarato di essere a conoscenza degli incidenti che hanno interessato un numero "limitato" di sistemi di gestione della refrigerazione in Francia.
La procura di Parigi ha annunciato l'apertura di un'indagine su questo "cyberattacco su larga scala che colpisce i frigoriferi di diverse grandi catene di vendita al dettaglio di prodotti alimentari in tutta la Francia". L'obiettivo è identificare le vittime e stabilire il collegamento con i danni riportati in termini di perdite alimentari e il potenziale rischio di incendi, un aspetto grave che aggiunge ulteriore preoccupazione.
È importante notare che, parallelamente all'attacco in Francia, si sono verificati disagi informatici anche nei Paesi Bassi e in Belgio, che hanno colpito le insegne del gruppo Ahold Delhaize (tra cui Albert Heijn). Questi incidenti, sebbene contemporanei, non sembrano essere direttamente collegati all'attacco ai sistemi di refrigerazione francesi, ma evidenziano una crescente ondata di minacce informatiche nel settore retail.
Danfoss, dal canto suo, era prevista partecipare alla fiera Chillventa a Norimberga, dove avrebbe dovuto presentare un nuovo drive per HVACR con "funzionalità di cybersecurity integrate", una coincidenza che sottolinea l'urgenza di affrontare queste problematiche di sicurezza.
Il CERT-FR, parte dell'agenzia nazionale francese per la cybersecurity ANSSI, ha emesso un'allerta urgente, raccomandando agli operatori di disconnettere immediatamente i controller delle serie AK-SM e AK-SC o di filtrarne rigorosamente l'accesso. L'esposizione diretta di interfacce di gestione su Internet è considerata una pratica non sicura. Per i sistemi potenzialmente compromessi, il CERT-FR ha delineato sei passaggi, tra cui il limite di accesso alla rete, il reset di fabbrica, l'applicazione di patch di sicurezza (ove disponibili), la modifica delle credenziali, il controllo degli account esistenti e la riconfigurazione completa del dispositivo. Tuttavia, per i modelli più vecchi senza aggiornamenti, il passaggio di applicazione delle patch non è una soluzione percorribile.
Questo incidente rappresenta un campanello d'allarme per l'intero settore della distribuzione e per la gestione delle infrastrutture critiche. La crescente interconnessione dei sistemi industriali, se da un lato porta efficienza, dall'altro espone a nuovi e complessi vettori di attacco. La necessità di implementare robuste misure di cybersecurity per i sistemi OT, parallelamente a quelle per i sistemi IT, diventa sempre più impellente per garantire la continuità operativa, la sicurezza dei beni e la tutela dei consumatori.
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