
Negli ultimi giorni, catene di supermercati e fashion retailer hanno subito interruzioni operative. Le ultime dichiarazioni di TFG London forniscono chiarimenti su un attacco ancora in fase di indagine.
Il panorama della sicurezza informatica nel settore retail europeo sta vivendo una fase di forte turbolenza. Negli ultimi due mesi, diverse realtà hanno dovuto chiudere temporaneamente sistemi critici, sollevando interrogativi sulla resilienza delle infrastrutture digitali di negozi, magazzini e piattaforme di e‑commerce.
Il 12 ottobre, Ahold Delhaize ha comunicato di aver identificato un problema di sicurezza all’interno della propria rete. Per limitare la diffusione, l’azienda ha scollegato alcuni sistemi, provocando l’interruzione dei servizi per i marchi Albert Heijn, Etos e Gall & Gall. Non sono state rese note le cause tecniche né l’eventuale perdita di dati, ma la decisione di isolare i nodi evidenzia una strategia di segmentazione di rete volta a contenere l’impatto.
Il 13 ottobre 2026, The Foschini Group ha pubblicato una comunicazione alla Borsa di Londra, confermando che la filiale britannica TFG London aveva subito un cyber‑incident a partire dall’11 ottobre. L’avviso, diffuso tramite un comunicato SENS, specifica che l’attacco ha colpito i sistemi informatici a supporto dei brand Hobbs, Whistles e Phase Eight.
Le informazioni rilasciate indicano che diversi sistemi rimangono ancora non operativi, sebbene i negozi fisici continuino ad aprire e a vendere. Non è stato precisato se le piattaforme di pagamento o i canali online siano stati interrotti; la mancanza di dettagli su applicazioni specifiche rende difficile valutare l’entità dell’interruzione.
A differenza di altri casi recenti, TFG non ha identificato una ransomware o un malware specifico, né ha confermato il furto di informazioni sensibili. La società ha definito l’evento semplicemente come “cybersecurity incident”, lasciando aperta la possibilità di future rivelazioni su eventuali violazioni di dati.
Subito dopo la scoperta, TFG London ha attivato i piani di risposta agli incidenti e di continuità operativa. L’azienda ha inoltre ingaggiato specialisti esterni di cybersecurity per contenere la minaccia e ha notificato le autorità competenti del Regno Unito, sebbene non siano stati nominati gli enti specifici né i fornitori di sicurezza coinvolti.
Il comunicato sottolinea che le operazioni in Africa e Australia, così come i marchi Inside Story e White Stuff, non sono state interessate, grazie a una architettura a sistemi separati. Questo approccio di segmentazione riduce la superficie di attacco, ma il documento non fornisce dettagli su come siano gestiti gli identity services o i shared services tra le diverse regioni.
Gli analisti hanno evidenziato che, sebbene la disponibilità dei sistemi sia compromessa, la questione della confidenzialità dei dati rimane incerta. TFG ha dichiarato che informerà gli interessati qualora emergesse una compromissione di informazioni personali, ma al momento non ci sono prove concrete di un data breach.
Nessun indicator of compromise (IoC), vulnerabilità sfruttata o versione software vulnerabile è stata resa pubblica. L’assenza di questi dettagli ostacola le valutazioni indipendenti e limita la capacità di altre organizzazioni di adottare contromisure mirate.
Pochi giorni prima, ASOS aveva confermato un accesso non autorizzato a piattaforme di terze parti. L’attacco è stato attribuito a tecniche di ingegneria sociale volte a sottrarre le credenziali di un dipendente. Nonostante la compromissione di dati anagrafici e di contatto, i dati di pagamento e le password sono rimasti protetti.
H&M ha avviato una verifica su voci di un possibile incidente, ma finora non ha riscontrato tracce di violazione. Il portavoce ha rassicurato che le indagini continuano, mantenendo alta l’attenzione su eventuali segnali di compromissione.
Parallelamente, diverse catene di supermercati francesi stanno ancora gestendo le conseguenze di un attacco che ha manipolato i sistemi di refrigerazione, provocando la perdita di prodotti alimentari per centinaia di migliaia di euro. Questo caso evidenzia come infrastrutture operative (OT) siano sempre più bersaglio di attori malevoli, ampliando il raggio d’azione degli incidenti oltre i tradizionali sistemi IT.
In sintesi, la recente ondata di incidenti sottolinea la necessità di una difesa a più livelli, combinando tecnologie avanzate, processi di governance solidi e una cultura della sicurezza radicata in tutti i dipendenti. Solo così il retail europeo potrà mitigare le minacce emergenti e proteggere sia le proprie operazioni che i dati dei consumatori.
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