
La Federal Trade Commission ha intentato una causa contro Dmitry Belkin e 12 delle sue società, accusandolo di truffare migliaia di clienti con servizi di sicurezza fittizi per la prevenzione delle estorsioni online.
Nel mese di maggio 2024 la Federal Trade Commission (FTC) ha depositato una denuncia federale in Ohio contro Dmitry Belkin, proprietario di una rete di aziende che si presentano come esperti di sicurezza digitale. Secondo l’FTC, queste società, tra cui Digital Forensics Corp., 1st All Data Recovery e Remote Backup Corp., hanno ingannato i consumatori raccogliendo oltre 60 milioni di dollari per servizi che, in realtà, non sono stati forniti.
Le aziende di Belkin promuovevano pacchetti di assistenza per le vittime di sextortion – estorsioni in cui un truffatore minaccia di pubblicare materiale intimo a meno che non venga pagato un riscatto. Le offerte, pubblicizzate su Google, YouTube e X, erano suddivise in due fasi:
In pratica, le società si limitavano a:
Dopo l’acquisto di Phase 1, i clienti venivano costantemente spinti a pagare per Phase 2, che in realtà non forniva alcuna protezione aggiuntiva.
L’FTC ha scoperto che Belkin aveva redatto uno script di telemarketing per i suoi dipendenti. Lo script sfruttava la paura delle vittime, includendo termini come "pedophile", "devastating consequences" e "life altering". Alcune linee di dialogo addirittura insinuavano che un aggressore potesse alterare le foto per farne sembrare contenuti pedopornografici, creando così un senso di urgenza estrema.
Oltre a queste tattiche di paura, i venditori chiedevano informazioni personali non pertinenti, come lo stato coniugale o la presenza di figli, per aumentare la credibilità della minaccia e giustificare ulteriori spese.
Numerosi clienti hanno chiesto rimborsi, ma le aziende hanno spesso negato le richieste o le hanno respinte con motivazioni vaghe. Quando i clienti cercavano di lasciare recensioni negative online, venivano indirizzati a una versione falsificata del sito del Better Business Bureau (BBB), controllata da Belkin, dove le lamentele venivano cancellate o ignorate.
Il sito BBB ufficiale di Digital Forensics Corp. continua a riportare numerose segnalazioni di truffa, con clienti che descrivono la loro esperienza come “panico e paura” e “pagamenti continui nonostante la volontà di cancellare l’account”.
La denuncia dell’FTC si basa su violazioni del Federal Trade Act e del Telemarketing Act, che proibiscono pratiche commerciali ingannevoli e abusive. Se la causa avrà esito favorevole, la FTC richiede che le aziende cessino le operazioni e restituiscano i fondi ai clienti truffati.
Il caso solleva importanti questioni di policy e di protezione dei consumatori: come verificare l’autenticità di un servizio di sicurezza digitale? Quali norme devono essere rafforzate per prevenire truffe simili in futuro?
Il procedimento contro Dmitry Belkin e le sue società dimostra che la sicurezza digitale non è solo una questione tecnica, ma anche di fiducia e trasparenza. Le vittime di sextortion, spesso già in stato di vulnerabilità emotiva, sono state sfruttate da professionisti che si sono presentati come salvatori, ma che in realtà hanno solo aumentato la loro sofferenza.
Il caso serve da monito: prima di affidarsi a un servizio di sicurezza online, è fondamentale verificare le credenziali, leggere recensioni indipendenti e, se possibile, consultare un avvocato specializzato in cyber‑crime. La protezione dei dati personali non dovrebbe mai essere lasciata al caso.
Il procedimento in corso potrebbe stabilire un precedente importante per la tutela dei consumatori in un mondo in cui le minacce digitali evolvono rapidamente.
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