
Una vasta operazione congiunta tra Meta e le forze dell'ordine internazionali ha smantellato reti di truffa con base in Africa occidentale, portando alla rimozione di milioni di account fraudolenti e al salvataggio di vittime di traffico umano.
Meta ha annunciato il 13 ottobre una massiccia operazione internazionale volta a contrastare le reti di truffa con base nell'Africa occidentale. L'iniziativa, che ha visto la collaborazione di Meta con altre 14 aziende tecnologiche e le forze dell'ordine di dieci paesi, ha portato alla rimozione di oltre 3,7 milioni di account, pagine e gruppi su Facebook e Instagram. L'operazione non si è limitata alla sola rimozione di contenuti illeciti, ma ha incluso anche il tracciamento finanziario e raid fisici contro le infrastrutture utilizzate per perpetrare le frodi a danno di vittime in tutto il mondo.
Questa è stata descritta come la prima azione coordinata di tale portata, mirata specificamente ai centri di truffa nell'Africa occidentale. Le autorità hanno effettuato 28 arresti e, in un aspetto particolarmente preoccupante dell'operazione, sono riuscite a salvare 117 vittime di traffico umano, costrette a partecipare alle attività fraudolente.
Le forze dell'ordine ghanesi, ad esempio, hanno arrestato 19 individui in un sobborgo di Accra, sequestrando 303 dispositivi elettronici. Le indagini hanno rivelato che le vittime di traffico umano, in attesa di essere rimpatriate in Nigeria, erano tenute prigioniere in un complesso residenziale, sottoposte ad abusi fisici e psicologici e costrette a commettere truffe. Oltre a queste, sono state identificate 89 vittime di frode, con perdite dichiarate che ammontano a circa 8,3 milioni di dollari. Parallelamente, le autorità nigeriane hanno arrestato nove sospetti e confiscato 53 dispositivi.
L'operazione ha dimostrato un approccio multilivello. Oltre alla rimozione degli account fraudolenti, gli sforzi tecnici hanno mappato oltre 35.000 domini malevoli, infrastrutture internet dedicate e quasi 700 canali di comunicazione associati ai centri di truffa africani. L'analisi dell'attribuzione ha permesso di collegare le infrastrutture digitali a luoghi fisici e agli operatori.
Anche altre aziende tecnologiche hanno contribuito significativamente. Microsoft ha sospeso account sospettati di supportare attività di truffa, mentre TRM Labs ha tracciato i proventi sospetti, mappato le infrastrutture dietro numerosi siti web fraudolenti e scoperto una rete di riciclaggio peer-to-peer.
La maggior parte degli account rimossi sembrava rivolta a cittadini americani e britannici, spesso attraverso la creazione di profili che impersonavano utenti di questi paesi. Le truffe smantellate includevano una vasta gamma di schemi, tra cui frodi sugli investimenti in criptovalute, truffe romantiche, false offerte di lavoro e compiti, impersonificazione di personale militare, frodi sulla mancata consegna di beni e servizi, e truffe di recupero fondi. È stata inoltre identificata la truffa di impersonificazione delle forze dell'ordine, utilizzata per estorcere denaro alle vittime attraverso la minaccia di arresti fasulli.
L'operazione ha visto la partecipazione di agenzie di rilievo come l'FBI, il Servizio Segreto degli Stati Uniti, Homeland Security Investigations, le autorità ghanesi e nigeriane, e INTERPOL. La collaborazione ha permesso di collegare le attività online a luoghi fisici dove le autorità potevano intervenire. La UK National Crime Agency ha ospitato una "Joint Disruption Week" a Londra, facilitando lo scambio di informazioni.
I partner del settore privato hanno contribuito a identificare oltre 11 milioni di dollari in fondi potenzialmente bloccabili. Coinbase, ad esempio, ha individuato oltre 65 vittime attive di truffe, prevenendo perdite potenziali per più di 415.000 dollari. Questo modello di disruption pubblico-privato è un'espansione di approcci già applicati con successo a reti di truffa nel Sud-est asiatico.
Meta ha sottolineato che le operazioni nell'Africa occidentale tendono ad essere più decentralizzate e meno industrializzate rispetto ad altre regioni, il che richiede agli investigatori di correlare infrastrutture frammentate, identità e attività di pagamento. Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha evidenziato la necessità di proseguire con le prosecuzioni sostenute, oltre ai takedown delle piattaforme, per garantire la responsabilità degli operatori criminali. L'iniziativa Cyber-Enabled Scam e la Scam Center Strike Force continueranno a perseguire gli operatori, i proventi e le reti di supporto, trasformando le informazioni raccolte durante questa operazione in ulteriori indagini.
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