L'FBI lancia un avviso su una complessa frode orchestrata da lavoratori IT nordcoreani che utilizzano identità rubate e intimidazioni per ottenere e mantenere impieghi remoti presso aziende statunitensi, con fondi che alimentano il programma nucleare del regime.
L'FBI ha recentemente emesso un avviso pubblico riguardante una sofisticata operazione condotta da lavoratori IT nordcoreani, i quali impiegano una serie di tattiche illecite per infiltrarsi nel mercato del lavoro remoto statunitense. Questi individui, secondo le indagini, pagano cittadini americani per fungere da prestanome, partecipare a colloqui di lavoro, verificare identità fittizie e persino per mantenere attivi i laptop aziendali dalle proprie abitazioni. L'obiettivo è celare la propria reale ubicazione e aggirare i controlli di sicurezza delle aziende.
La gravità della situazione è amplificata dal fatto che una percentuale stimata tra l'85% e il 90% dei profitti generati da queste attività illecite viene devoluta al governo nordcoreano, contribuendo così al finanziamento dei suoi programmi missilistici e nucleari. Questa rete di frode non si limita all'ottenimento di impieghi, ma include anche estorsione, furto d'identità e minacce di violenza fisica nei confronti di manager e aziende che tentano di licenziare questi lavoratori.
I lavoratori nordcoreani reclutano facilitatori americani per compiti specifici, tra cui apparire in videochiamate, sostenere colloqui, fornire dati per la verifica dell'identità e persino spedire pacchi. L'FBI ha evidenziato come questi operatori prendano di mira individui in difficoltà economiche, sfruttando la loro vulnerabilità per ottenere cooperazione senza sollevare sospetti. L'uso di laptop farm, ovvero configurazioni di computer domestici che ospitano i dispositivi aziendali, è una pratica consolidata per nascondere la provenienza geografica. Recentemente, per eludere i controlli, si è osservato un aumento di queste farm con un minor numero di laptop per ciascuna, riducendo così i punti singoli di fallimento.
Inoltre, alcuni lavoratori nordcoreani ottengono posizioni remote per poi subappaltare il lavoro a freelancer in paesi come Pakistan, India e Nigeria, trattenendo una parte significativa del salario.
Il furto d'identità è un pilastro centrale di questa operazione. Le identità utilizzate per le assunzioni provengono quasi esclusivamente da dati rubati, e i lavoratori nordcoreani acquistano account da fornitori di servizi di verifica per assicurarsi che le identità fittizie superino i controlli preliminari. Le conseguenze per le aziende e i loro dipendenti possono essere devastanti. L'FBI ha documentato casi in cui, dopo essere stati licenziati, questi lavoratori hanno minacciato di morte ex manager e le loro famiglie per ottenere pagamenti aggiuntivi. Altri hanno minacciato di divulgare dati aziendali sensibili se non venivano corrisposte ingenti somme di denaro. In alcuni casi, sono stati assoldati facilitatori con sede negli Stati Uniti per intimidire fisicamente il personale delle aziende vittime.
Particolarmente preoccupante è il fatto che questi lavoratori mirino a posizioni che richiedono nulla osta di sicurezza governativo, contratti con la difesa e ruoli all'interno delle forze armate statunitensi, al fine di ottenere accesso a informazioni e infrastrutture critiche.
In risposta a queste attività, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha annunciato l'incriminazione di diversi individui e l'arresto di due cittadini americani, Michael James Bostelle e Juan Cecilio Pena Carrillo, coinvolti nello schema. Sono state inoltre incriminate dieci persone con sede in Cina, mentre altri due imputati rimangono sotto sigillo. L'operazione, che si stima abbia coinvolto oltre 70 aziende statunitensi e generato circa 3 milioni di dollari, ha visto il sequestro di circa 187 laptop e dispositivi KVM. La cybersecurity firm CrowdStrike ha identificato il gruppo dietro queste attività come "Famous Chollima".
L'FBI raccomanda un approccio di "identità in profondità", implementando controlli stratificati durante tutto il processo di assunzione e impiego. Segnali d'allarme includono l'uso di strumenti di desktop remoto come AnyDesk e TeamViewer, dispositivi KVM over IP, software non correlato sui dispositivi di lavoro e frequenti cambi di conto bancario o indirizzo. L'utilizzo di sistemi come E-Verify, la richiesta di passaporti USA e verifiche biometriche in tempo reale possono aumentare la sicurezza, mentre affidarsi esclusivamente a liste di nomi bloccati potrebbe penalizzare candidati legittimi.
Le vittime di minacce sono invitate a contattare immediatamente le forze dell'ordine locali o l'FBI. Il Dipartimento di Stato ha offerto ricompense fino a 5 milioni di dollari per informazioni che portino all'interruzione delle attività finanziarie illecite della Corea del Nord.
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