
SonicWall ha rilasciato un avviso di sicurezza per due vulnerabilità critiche nel suo sistema di gestione delle appliance di rete (NSM) on-premises. Queste falle consentono a un attaccante autenticato di ottenere privilegi elevati e di eseguire comandi arbitrari sul sistema operativo.
SonicWall ha reso noto l'esistenza di due significative vulnerabilità di sicurezza all'interno della sua piattaforma Network Security Manager (NSM) per le implementazioni on-premises. Queste falle, se sfruttate, potrebbero permettere ad attaccanti autenticati di ottenere privilegi elevati, intercettare comunicazioni di altri utenti e persino eseguire comandi sul sistema operativo sottostante.
L'avviso di sicurezza, identificato come SNWLID-2026-0018 e pubblicato il 14 ottobre 2026, assegna un punteggio CVSS v3 massimo di 8.8 (Alto) alla più grave delle due vulnerabilità, indicando un rischio considerevole.
La prima vulnerabilità, tracciata come CVE-2026-96540, è classificata come un difetto di controllo degli accessi improprio (CWE-863, Autorizzazione errata) presente nelle impostazioni di esportazione dell'NSM. Un attaccante remoto, già in possesso di credenziali valide, potrebbe sfruttare questa falla per accedere a informazioni sensibili. L'impatto potenziale include l'escalation dei privilegi fino al livello di amministratore o l'intercettazione delle comunicazioni di altri utenti che utilizzano la stessa istanza NSM. Il punteggio CVSS di 8.8 riflette la gravità, con un vettore che indica un attacco possibile tramite rete (AV:N), con bassa complessità (AC:L), richiedendo solo bassi privilegi (PR:L) e nessuna interazione utente (UI:N), con impatti elevati su riservatezza (C:H), integrità (I:H) e disponibilità (A:H).
La seconda falla, identificata come CVE-2026-100232, riguarda un difetto di iniezione di comandi del sistema operativo (CWE-78) che si verifica dopo l'autenticazione. In determinate circostanze, un attaccante remoto autenticato potrebbe essere in grado di eseguire comandi arbitrari sul sistema operativo, ottenendo di fatto una esecuzione di codice remoto (RCE). Questa vulnerabilità ha un punteggio CVSS di 7.2. Sebbene il requisito di privilegi elevati (PR:H) ne riduca leggermente il punteggio rispetto alla prima, l'impatto su riservatezza, integrità e disponibilità rimane elevato.
Sebbene SonicWall non abbia esplicitamente descritto una catena di attacco che combini le due vulnerabilità, è teoricamente possibile che un attaccante possa sfruttarle in sequenza. Un utente con privilegi limitati potrebbe inizialmente abusare della CVE-2026-96540 per ottenere i diritti di amministratore. Successivamente, con i privilegi amministrativi acquisiti, potrebbe sfruttare la CVE-2026-100232 per eseguire comandi sul sistema operativo sottostante. Questo scenario trasformerebbe un accesso inizialmente limitato in un controllo completo sulla piattaforma di gestione della rete.
Le vulnerabilità interessano le implementazioni NSM On-Prem eseguite su piattaforme di virtualizzazione come VMware, Hyper-V, Azure e KVM. Tutte le versioni fino alla 4.3.1 inclusa sono considerate vulnerabili. È importante notare che la versione NSM SaaS (Software as a Service) non è interessata da queste falle.
Al momento, SonicWall non ha indicato soluzioni alternative (workaround) disponibili. L'unica misura di mitigazione raccomandata è l'aggiornamento a una versione non vulnerabile, nello specifico la versione 4.4.0 o successive.
L'azienda ha dichiarato di non avere evidenze di sfruttamento attivo di queste vulnerabilità in natura (in the wild). Tuttavia, data la frequenza con cui i prodotti SonicWall sono presi di mira dagli attori delle minacce, si raccomanda agli amministratori di sistema di applicare le patch il prima possibile.
Fino al completamento dell'aggiornamento, SonicWall suggerisce alcune misure per ridurre il rischio: limitare l'accesso alla gestione dell'NSM a reti fidate, effettuare audit regolari degli account utente e rimuovere quelli non necessari, monitorare attentamente i log delle impostazioni di esportazione per attività anomale e ruotare le credenziali qualora si sospetti un accesso non autorizzato.
Le vulnerabilità sono state scoperte e segnalate rispettivamente da Andrei Lungu (CVE-2026-96540) e da Andrei Lungu insieme a Matei Badanoiu (CVE-2026-100232), entrambi ricercatori di Pentest-Tools.com.
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