
Un attacco informatico del 11 ottobre ha colpito i controller Danfoss StoreView in centinaia di supermercati, spingendo gli operatori a disconnettere i dispositivi da Internet anziché applicare le patch disponibili.
Il 11 ottobre è stato registrato un cyber‑attack che ha interessato numerosi supermercati in Francia, mirando ai controller di refrigerazione Danfoss StoreView. Questi pannelli di controllo, installati in frigoriferi e congelatori commerciali, gestiscono la temperatura dei prodotti alimentari e, se compromessi, possono causare il degrado della merce e la perdita di dati critici sulla catena del freddo.
Danfoss, azienda danese specializzata in sistemi di regolazione termica, aveva già rilasciato tre patch per le proprie unità AK‑SM800A nel 2025:
Queste vulnerabilità consentivano, rispettivamente, l’esecuzione di codice remoto e la manipolazione dei valori di temperatura. Un ricercatore di Claroty ha dimostrato, a distanza di un anno, che le prime due CVE potevano essere concatenate per ottenere il remote code execution, disattivando il raffreddamento e falsificando le letture di temperatura. Un tale scenario avrebbe potuto nascondere guasti nella catena del freddo, con impatti economici e sanitari significativi.
Il team di ricerca di Censys, che gestisce un motore di scansione globale per dispositivi connessi, ha monitorato l’esposizione dei controller Danfoss prima e dopo l’attacco. I risultati sono sorprendenti:
A livello globale, il calo è stato meno marcato: da 1.166 a 966 host esposti nello stesso intervallo di tempo.
Secondo gli analisti di Censys, la maggior parte dei dispositivi non è stata aggiornata con le versioni più recenti di StoreView (≥ 4.3.1). Invece, gli operatori hanno rimosso i controller dalla rete pubblica, una scelta che ha lasciato un’impronta evidente nei dati di scansione: la quota di versioni 4.3.1 o successive non è aumentata, ma è diminuita in proporzione al totale.
Questa decisione è stata motivata da diversi fattori:
Censys ha osservato che, nonostante la versione più recente di StoreView sia la 5.3.2, la stragrande maggioranza dei controller rilevati a livello mondiale continua a girare su versioni inferiori a 4.2, quindi vulnerabili a tutte e tre le CVE.
L’incidente evidenzia una tendenza preoccupante nel settore dell’Industrial Control Systems (ICS): la dipendenza da dispositivi connessi a Internet senza adeguate misure di segmentazione. Anche se l’esposizione è stata ridotta rapidamente in Francia, il fatto che migliaia di controller fossero ancora visibili a livello globale (Polonia, Romania, Belgio, Paesi Bassi e Stati Uniti) indica una vulnerabilità diffusa.
Le best practice suggerite dagli esperti includono:
Il caso Danfoss dimostra che, in ambienti critici come la refrigerazione alimentare, la sicurezza operativa non può più essere un ripensamento post‑evento. Le autorità di regolamentazione europee stanno valutando l’introduzione di obblighi più stringenti per la protezione degli ICS collegati a reti pubbliche.
Nel frattempo, gli operatori dovrebbero:
Solo attraverso un approccio proattivo sarà possibile ridurre la superficie di attacco e garantire che incidenti simili non si traducano più in interruzioni della catena del freddo o, peggio, in danni alla salute pubblica.
L’attacco del 11 ottobre ha messo in luce la vulnerabilità dei controller Danfoss StoreView, ma ha anche mostrato la rapidità con cui gli operatori francesi hanno reagito, disconnettendo i dispositivi da Internet. Tuttavia, la persistenza di migliaia di unità esposte a livello globale suggerisce che la sfida della sicurezza industriale è ancora lontana dall’essere risolta. La lezione più importante è che la protezione dei sistemi di controllo richiede una combinazione di patch tempestive, segmentazione di rete e monitoraggio continuo, piuttosto che soluzioni temporanee di isolamento.
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