
L'evoluzione della sicurezza delle app mobili vede l'emergere di strumenti avanzati per test, protezione e ricerca. Parallelamente, un piano governativo italiano mira a supportare le PMI nell'adozione di soluzioni cloud e cybersecurity.
Il panorama della sicurezza delle applicazioni mobili è in costante fermento, con un numero crescente di strumenti progettati per difendere le app da minacce sempre più sofisticate. Una recente analisi ha messo in luce le soluzioni più efficaci in diverse aree chiave: test automatizzati, protezione (shielding/obfuscation) e ricerca avanzata.
Nel campo dei test automatizzati, spiccano NowSecure e Data Theorem. NowSecure si distingue per la sua capacità di integrare test di sicurezza automatizzati direttamente nelle pipeline di sviluppo (MAST - Mobile Application Security Testing), consentendo di identificare vulnerabilità e non conformità in ogni build. La sua forza risiede nella mappatura con standard come MASVS (Mobile Application Security Verification Standard) e MASA (Mobile Application Security Assessment), garantendo che le applicazioni siano conformi alle best practice e ai requisiti degli store fin dalle prime fasi di sviluppo.
Data Theorem, d'altra parte, offre un approccio più olistico, combinando la scansione continua delle app mobili con la scoperta e il test delle API. Questo è particolarmente cruciale per le applicazioni il cui rischio non risiede solo nel codice binario, ma anche negli endpoint esterni e nei backend cloud con cui interagiscono. L'integrazione tra la sicurezza delle app mobili e quella delle API assicura una copertura completa del percorso di attacco.
Per quanto riguarda la protezione delle applicazioni, ovvero l'hardening del codice binario per renderlo più resistente al reverse engineering e alle manomissioni, Guardsquare è un leader riconosciuto. Attraverso prodotti come DexGuard e iXGuard, l'azienda offre sofisticate tecniche di offuscamento e protezione runtime (RASP - Runtime Application Self-Protection). L'eredità di ProGuard, unita a funzionalità avanzate, rende difficile per gli attaccanti analizzare e modificare il codice dell'app. Guardsquare offre anche AppSweep, uno scanner gratuito per una valutazione preliminare.
Altre soluzioni degne di nota in questo ambito includono Promon con il suo prodotto SHIELD, che fornisce una protezione di livello bancario contro attacchi runtime come il hooking e il furto di credenziali, e Appdome, che si distingue per il suo approccio no-code, permettendo di integrare funzionalità di sicurezza avanzate e protezioni anti-frode senza la necessità di scrivere codice aggiuntivo.
La ricerca approfondita sulle applicazioni mobili è stata rivoluzionata da Corellium. La loro piattaforma offre dispositivi virtuali iOS e Android con accesso a livello di root/jailbreak, consentendo ai ricercatori di sicurezza di condurre analisi dinamiche e test approfonditi senza la necessità di costose farm di dispositivi fisici. Questa virtualizzazione semplifica l'uso di framework di strumentazione dinamica come Frida e rende la ricerca di sicurezza più accessibile e scalabile.
Per quanto riguarda la difesa in tempo reale e il contesto delle minacce sui dispositivi, Zimperium offre una combinazione potente. La loro soluzione accoppia l'hardening delle app (zShield) con la protezione runtime (zDefend) e si integra con le capacità di Mobile Threat Defense (MTD). Questo approccio consente all'app di difendersi attivamente da minacce note e sconosciute, sapendo quando il dispositivo su cui è in esecuzione è compromesso.
L'analisi ha anche menzionato altri strumenti importanti. Oversecured è citato come uno scanner eccellente per i ricercatori, mentre Veracode, Checkmarx e Black Duck sono riconosciuti per le loro piattaforme complete che coprono vari aspetti della sicurezza delle applicazioni. ImmuniWeb viene indicato come un fornitore di pentesting avanzato.
Parallelamente a queste innovazioni tecnologiche, il panorama italiano vede l'avvio del Piano Voucher Cloud e Cybersecurity promosso dal Mimit. Questa iniziativa, volta a supportare le Piccole e Medie Imprese (PMI) e i professionisti autonomi, mette a disposizione 150 milioni di euro sotto forma di voucher per incentivare l'adozione di soluzioni cloud e di cybersecurity. I contributi possono coprire fino al 50% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 20.000 euro per beneficiario.
Grandi operatori di telecomunicazioni come Tim, Retelit, Fastweb, Vodafone e WindTre sono stati abilitati a fornire servizi e competenze nell'ambito di questo piano. L'obiettivo è semplificare l'accesso a tecnologie avanzate e competenze necessarie per la digitalizzazione e la protezione dei dati. Le domande per accedere ai voucher apriranno a novembre 2026, con una procedura gestita da Invitalia e requisiti specifici legati alla connessione internet e all'autenticazione digitale.
Pierluigi Paganini, analista di cyber security, sottolinea l'importanza di questa iniziativa nel superare l'ostacolo dei costi, pur ricordando che la cybersecurity va oltre il semplice acquisto di strumenti come firewall o servizi cloud, implicando un approccio strategico e continuo.
La valutazione degli strumenti di sicurezza per app mobili si basa su criteri come la copertura degli standard di settore (MASVS), l'integrazione nelle pipeline CI/CD, la profondità delle funzionalità di protezione, il modello di accesso ai dispositivi e la trasparenza dei prezzi. L'obiettivo è fornire alle organizzazioni gli strumenti necessari per costruire e mantenere applicazioni mobili sicure in un ecosistema digitale sempre più complesso e minaccioso, supportate anche da incentivi governativi mirati.
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