
Microsoft rilascia correzioni per Windows 11, inclusa la risoluzione di un problema con Smart App Control. Nel frattempo, nuovi test evidenziano la rapida capacità dell'IA di compromettere sistemi OT.
Microsoft ha recentemente affrontato un problema che affliggeva alcuni utenti di Windows 11, relativo alla funzionalità di sicurezza Smart App Control. L'aggiornamento di sicurezza, identificato dal codice KB5127648, ha introdotto un bug che impediva la riattivazione di questa protezione sui dispositivi interessati, rendendo l'opzione di abilitazione grigia o disattivata nell'interfaccia di Sicurezza di Windows.
Smart App Control è una componente chiave della sicurezza di Windows 11, progettata per bloccare applicazioni e file eseguibili sospetti in collaborazione con Microsoft Defender e SmartScreen. Il problema, secondo le comunicazioni di Microsoft, interessava specificamente i dispositivi con le versioni più recenti di Windows 11, in particolare la versione 24H2 e successive, e si manifestava solo sui sistemi in cui Smart App Control era stato precedentemente disattivato. I dispositivi che avevano già la funzionalità attiva prima dell'aggiornamento non sono stati impattati.
Per gli amministratori IT, Microsoft aveva inizialmente fornito soluzioni temporanee che prevedevano modifiche al registro di sistema o l'applicazione di specifiche Group Policy. Queste procedure, sebbene efficaci, richiedevano un intervento manuale e un riavvio dei sistemi per essere completate.
L'aggiornamento KB5127648, tuttavia, non si è limitato a risolvere il problema di Smart App Control. Microsoft ha anche corretto altre criticità emerse negli aggiornamenti precedenti, tra cui:
Parallelamente a questi aggiornamenti, nuove ricerche mettono in luce una crescente preoccupazione legata all'intelligenza artificiale (IA) e al suo impatto sulla sicurezza dei sistemi di tecnologia operativa (OT), quelli che controllano infrastrutture critiche come utility e fabbriche.
Recenti test condotti da Booz Allen hanno dimostrato la sorprendente rapidità con cui modelli di IA commerciali, anche senza conoscenze specifiche di OT, possono identificare vulnerabilità e prendere il controllo di dispositivi in questi ambienti. In un caso emblematico, un'IA è riuscita a controllare e muovere un braccio robotico in soli 16 minuti. Questo risultato sottolinea come l'IA possa abbattere le barriere che in passato richiedevano competenze tecniche avanzate e tempo per un attaccante.
Sebbene gli attacchi AI-assistiti contro le reti OT siano ancora relativamente rari, la velocità e l'efficacia dimostrate in questi test sono allarmanti. L'IA non solo riduce drasticamente il tempo e l'expertise necessari per condurre intrusioni su larga scala, ma può anche identificare percorsi di accesso verso reti OT che in precedenza erano considerate sicure grazie alla loro complessità o all'uso della "sicurezza per oscurità" (security through obscurity).
I ricercatori hanno osservato che l'IA può identificare dispositivi mal configurati, navigare attraverso reti IT e OT e persino causare azioni fisiche (esiti cinetici) in tempi estremamente brevi. Se non fosse richiesta l'approvazione umana, questi tempi potrebbero ridursi ulteriormente.
Un altro studio condotto da Claroty ha visto un agente di codifica AI identificare e concatenare vulnerabilità in controller di refrigerazione Danfoss, ottenendo accesso root in circa 28 minuti e con un costo irrisorio in termini di risorse computazionali. Questo evidenzia come la difesa debba evolversi rapidamente, poiché il tempo di risposta per i difensori si riduce drasticamente una volta che una vulnerabilità diventa pubblica.
Questi sviluppi pongono una sfida significativa per gli operatori di infrastrutture critiche, che tradizionalmente si sono affidati alla complessità e all'isolamento dei loro sistemi come prima linea di difesa. L'IA rappresenta sia una potenziale minaccia interna che una soluzione, ma la sua capacità di accelerare gli attacchi richiede un ripensamento urgente delle strategie di cybersecurity OT.
Microsoft, nel frattempo, continua a monitorare e affrontare altre potenziali vulnerabilità, inclusi problemi di rete legati al protocollo NTLM che potrebbero emergere dopo gli aggiornamenti di ottobre 2026. Inoltre, l'azienda ha segnalato lo sfruttamento di vulnerabilità zero-day in SharePoint on-premise, ribadendo l'importanza di mantenere aggiornati tutti i componenti dell'ecosistema Microsoft per mitigare i rischi di sicurezza complessivi.
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