
Biomemory introduce DNA Shield, un servizio di protezione dati offline basato su DNA sintetico, progettato per salvaguardare asset critici a lungo termine contro minacce emergenti come l'IA e il quantum computing.
Nel panorama in continua evoluzione della cybersecurity, la necessità di proteggere dati critici da minacce sempre più sofisticate e dall'obsolescenza tecnologica ha portato all'emergere di soluzioni innovative. Biomemory, azienda leader nello storage di dati su DNA, ha recentemente annunciato il lancio di DNA Shield, il suo primo prodotto commerciale basato sulla piattaforma Molecular IT. Questo servizio è pensato per offrire uno strato di protezione dati indipendente e offline, destinato a salvaguardare gli asset digitali più preziosi di un'organizzazione per decenni.
Il lancio di DNA Shield segna un punto di svolta per Biomemory, che negli ultimi dodici mesi ha attraversato un periodo di significativa trasformazione. A marzo 2026, l'azienda ha acquisito gli asset di Catalog Technologies, un pioniere nello storage e nel computing su DNA, consolidando così tecnologie complementari, proprietà intellettuale e competenze. Questa mossa ha permesso a Biomemory di espandere la propria presenza con un secondo polo di ricerca e produzione a Boston, affiancando la sede centrale di Parigi.
Successivamente, a luglio 2026, Laurent Guengant è stato nominato Amministratore Delegato. Con oltre trent'anni di esperienza nella guida di imprese globali nei settori dello storage, delle telecomunicazioni e dell'energia, Guengant ha indirizzato l'azienda verso una fase di industrializzazione e commercializzazione, passando da un focus sulla ricerca pura a un approccio orientato al mercato.
DNA Shield è stato concepito per proteggere informazioni che un'organizzazione non può permettersi di perdere o alterare. Tra queste rientrano chiavi crittografiche, proprietà intellettuale industriale, registrazioni regolamentate e memoria istituzionale che devono rimanere intatte, sicure e verificabili nel tempo, indipendentemente dai sistemi che le circondano. L'obiettivo è garantire che questi asset rimangano recuperabili e verificabili anche di fronte ad attacchi informatici, cambiamenti organizzativi, sostituzioni di infrastrutture e scrutinio normativo.
Il funzionamento del servizio prevede un processo di onboarding sicuro, durante il quale il cliente seleziona e cifra i dati da proteggere. Successivamente, DNA Shield codifica queste informazioni in DNA sintetico che viene conservato offline, sotto custodia gestita. Il recupero dei dati avviene tramite un processo controllato e deliberatamente attivato, piuttosto che attraverso un accesso automatico o self-service, garantendo così un ulteriore livello di sicurezza.
Biomemory ha identificato diversi scenari d'uso iniziali per DNA Shield:
Ulteriori casi d'uso verranno aggiunti man mano che il programma di accesso anticipato si espanderà.
"DNA Shield rappresenta il momento in cui Biomemory passa dalla dimostrazione scientifica alla fornitura di un prodotto commerciale", ha dichiarato Laurent Guengant. "Le organizzazioni necessitano di un modo per conservare i propri asset digitali più critici, le chiavi crittografiche, la proprietà intellettuale di base, le registrazioni regolamentate e la memoria istituzionale a lungo termine in un luogo inaccessibile a singoli fornitori, cloud o sistemi, e di poter dimostrare che funziona ancora nel tempo. È per questo che DNA Shield è stato creato, ed è il primo passo di una roadmap che porterà Biomemory dalla protezione dati sovrana odierna allo storage, alla ricerca molecolare e al calcolo."
Vincent Franceschini, Vice President of Product Management presso Biomemory e co-chair della DNA Data Storage Alliance, ha aggiunto: "Ciò che è cambiato quest'anno non è solo la nostra linea di prodotti, ma il passaggio dai blocchi tecnologici a un prodotto spedito che i clienti possono utilizzare operativamente. DNA Shield si basa sulla stessa piattaforma molecolare che abbiamo lavorato per industrializzare per anni, ma è la prima volta che chiediamo a un cliente di affidarsi ad essa operativamente, piuttosto che come dimostrazione di ricerca. Fare tutto questo correttamente, dall'encoding al recupero autorizzato, è ciò che ci rende la prima azienda a portare sul mercato la Molecular IT."
Il lancio di DNA Shield da parte di Biomemory segna un passo avanti significativo nell'adozione di tecnologie di storage basate sul DNA per applicazioni di sicurezza e conservazione dati critiche, affrontando le sfide poste dalle minacce informatiche emergenti e dalla necessità di preservare informazioni vitali per il futuro.
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