
Campagne malevole che imitano popolari strumenti di intelligenza artificiale come Claude e ChatGPT stanno prendendo di mira gli sviluppatori aziendali, sfruttando tattiche come il 'ClickFix' per rubare dati sensibili e compromettere sistemi.
Un'ondata crescente di attacchi informatici sfrutta la popolarità dei moderni strumenti di intelligenza artificiale, come Claude di Anthropic e ChatGPT di OpenAI, per ingannare gli utenti, in particolare gli sviluppatori. Ricercatori di Any.Run hanno documentato come campagne malevole utilizzino esca a tema AI per distribuire infostealer, trojan di accesso remoto (RAT) e altre minacce all'interno delle reti aziendali.
Queste campagne malevole si manifestano in diverse forme: dal SEO poisoning (avvelenamento dei motori di ricerca) e annunci pubblicitari ingannevoli, fino a pagine di download contraffatte e artefatti digitali a tema AI. L'analisi condotta da Any.Run su un periodo di sei mesi ha identificato ben 1.258 incidenti riconducibili a questi attacchi.
Le imitazioni più frequenti riguardano Claude (60% dei casi analizzati) e ChatGPT/Codex (33%). Un tratto comune a queste minacce è la necessità che sia l'utente a compiere l'azione decisiva: incollare un comando di installazione, eseguire un installer apparentemente legittimo o accedere a una finestra di login fasulla. Questo passaggio critico espone dati sensibili come codice sorgente, chiavi API cloud e AI, sessioni di lavoro attive, account pubblicitari e accesso ai sistemi di fatturazione, trasformando una singola azione in un potenziale rischio di esposizione dati, compromissione di account, perdite finanziarie o interruzione delle operazioni.
La ricerca di Any.Run evidenzia una forte correlazione tra le tattiche 'ClickFix' e le campagne a tema AI. Quasi la metà degli attacchi analizzati (45%) prevedeva che l'attore malevolo chiedesse alla vittima di copiare e incollare un comando in un'interfaccia, una tecnica nota come 'ClickFix'. Le varianti di 'InstallFix', che utilizzano installer CLI (Command Line Interface) fasulli, rappresentano il 27% degli incidenti, mentre le tradizionali pagine di download contraffatte ('ClickFix' classico) costituiscono il 17%. Un ulteriore 25% degli attacchi è riconducibile a chat AI compromesse o artefatti malevoli.
Gli installer CLI fasulli vengono spesso distribuiti tramite pagine GitHub o documentazione copiata e ospitata su piattaforme fidate come Cloudflare Pages, GitLab Pages, Google Sites, GitHub o persino sui siti delle stesse piattaforme AI. L'obiettivo primario sono gli sviluppatori, ai quali vengono proposti strumenti di codifica AI fasulli. Allo stesso modo, annunci malevoli e risultati di ricerca avvelenati mirano spesso al personale di marketing, con il rischio di compromettere credenziali per account aziendali di alto valore.
La combinazione di esche a tema AI con tecniche 'ClickFix' e 'InstallFix' si è dimostrata particolarmente efficace contro gli sviluppatori. L'installazione di strumenti di codifica AI legittimi spesso richiede l'esecuzione di comandi da terminale, rendendo più facile mascherare istruzioni malevole come passaggi di installazione standard. Questo approccio mira a sottrarre codice sorgente, chiavi SSH, token CI/CD e chiavi API cloud e AI.
Oltre alle tattiche 'InstallFix' e 'ClickFix', emergono altre tipologie di minacce a tema AI. Una tecnica denominata 'LLMshare', descritta da Push Security, vede gli attaccanti creare contenuti all'interno di chat condivise su piattaforme AI. Questi contenuti, che spesso sembrano offrire guide all'installazione o aggiornamenti di servizio, contengono in realtà malware. Il traffico verso queste chat malevole viene indirizzato tramite malvertising e SEO poisoning. Una variante simile prevede la pubblicazione diretta di artefatti malevoli sulle piattaforme AI.
La pericolosità di queste nuove varianti risiede nel fatto che utilizzano domini legittimi di piattaforme AI conosciute (come Claude o ChatGPT). Gli utenti, non aspettandosi di trovare link malevoli su tali piattaforme, sono più inclini a fidarsi e a interagire con i contenuti dannosi.
I ricercatori prevedono un ulteriore aumento di queste minacce man mano che nuovi strumenti AI vengono lanciati e l'interesse del pubblico rimane elevato. La tendenza degli utenti a cercare istruzioni di installazione senza verificare attentamente le fonti rappresenta un terreno fertile per gli attaccanti, che sfruttano questa vulnerabilità per compromettere sistemi e rubare dati preziosi.
Contenuto generato automaticamente da intelligenza artificiale a partire da fonti pubbliche. Non garantiamo l'accuratezza assoluta delle informazioni: consulta sempre la fonte originale. I diritti sui contenuti originali appartengono ai rispettivi editori.