
L'FBI ha presentato la sua prima strategia cibernetica ufficiale, delineando un approccio più proattivo per contrastare le minacce online. La strategia si concentra sulla disruzione degli avversari, il supporto alle vittime e il rafforzamento delle capacità interne attraverso partnership e tecnologie avanzate come l'IA.
L'FBI ha reso pubblica la sua prima strategia cibernetica ufficiale, un documento che definisce le linee guida per le indagini e le azioni volte a neutralizzare gli attori di minacce informatiche. Questa iniziativa segna un cambiamento significativo nell'approccio del governo statunitense, spostando l'enfasi dalle sole indagini post-attacco verso attività di disruzione proattiva.
"Con questa strategia come nostra tabella di marcia, l'FBI imporrà costi agli attori cibernetici che prendono di mira gli Stati Uniti attraverso azioni decisive, supporto rapido alle vittime, partnership integrate e continui investimenti in strumenti e capacità," ha dichiarato l'agenzia. "L'FBI Cyber disromperà gli avversari prima che possano agire, li esporrà quando lo faranno e li riterrà responsabili ovunque si nascondano."
Gabrielle Hempel, analista di Exabeam, ha commentato positivamente questo spostamento, sottolineando come la disruzione possa essere più efficace della sola prosecuzione in molti casi. L'obiettivo non è più solo l'arresto, spesso tardivo, ma anche azioni concrete come lo smantellamento di infrastrutture malevole, il sequestro di fondi illeciti, l'interruzione di accessi e l'obbligo per gli avversari di ricostruire le proprie operazioni. Questo amplia la definizione di successo nelle operazioni di contrasto al cybercrime.
La nuova strategia si articola in quattro pilastri fondamentali:
Questo pilastro descrive come l'FBI intende agire per neutralizzare le minacce. Il processo inizia con l'identificazione delle minacce e l'allerta delle vittime in caso di compromissione delle loro reti. Successivamente, vengono avviate operazioni per disrompere le attività degli avversari, che possono includere lo smantellamento delle loro infrastrutture, il recupero di criptovalute rubate, l'interruzione di campagne di intrusione promosse da stati-nazione e il contrasto a varianti di malware ransomware particolarmente diffuse. L'FBI adotta un modello "best athlete", collaborando con le entità più idonee per ogni fase operativa, garantendo così l'impiego delle migliori risorse e competenze disponibili.
L'agenzia ha delineato una serie di metodi per assistere le vittime di attacchi informatici nel rispondere e nel recuperare i propri sistemi. Ciò include la condivisione rapida di threat intelligence con le organizzazioni sotto attacco, con l'obiettivo di velocizzare il processo attraverso meccanismi automatizzati di condivisione degli indicatori di compromissione. L'FBI mira a intervenire tempestivamente dopo un incidente, supportando gli sforzi di contenimento e recupero, con un'attenzione particolare alle infrastrutture critiche. A tal fine, sta espandendo il programma Industrial Control Systems (ICS) Coordinator, designando personale dedicato in ogni ufficio sul campo.
L'FBI è impegnata a rafforzare e ampliare le relazioni con enti governativi, alleati internazionali e il settore privato per raggiungere i propri obiettivi. Ciò implica la creazione di sistemi e processi per una rapida condivisione di intelligence azionabile. L'agenzia intende potenziare l'interazione con il settore privato attraverso programmi specifici come la CISO Academy, i Cyber Executive Summits e il Leadership in Cyber (LinCY) program, volti a migliorare la collaborazione e lo scambio di conoscenze.
Quest'ultimo pilastro si concentra sugli sforzi dell'FBI per reclutare e mantenere talenti nel campo della cybersecurity, oltre a implementare nuovi strumenti e tecniche tecnologiche, inclusa l'intelligenza artificiale (IA). L'agenzia fornirà formazione tecnica e operativa al proprio personale attraverso l'unità Cyber Education and Training Unit (CETU). L'FBI si impegna inoltre a utilizzare strumenti basati sull'IA per supportare attività quali l'analisi di grandi volumi di dati, l'accelerazione dell'analisi di malware, la prioritizzazione delle notifiche alle vittime, la mappatura delle infrastrutture degli avversari e il supporto all'attribuzione degli attacchi.
Questo approccio strategico, che integra disruzione, supporto e collaborazione, mira a creare un ecosistema di difesa cibernetica più resiliente ed efficace contro le crescenti minacce che gli Stati Uniti devono affrontare.
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