
Le autorità statunitensi e britanniche hanno sanzionato Xinbi Guarantee, un marketplace cinese che facilita frodi, riciclaggio di denaro e altre attività criminali transnazionali. L'operazione mira a smantellare le reti che alimentano le truffe online su larga scala.
Le recenti azioni congiunte del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti (tramite l'Office of Foreign Assets Control - OFAC) e del Regno Unito hanno messo nel mirino Xinbi Guarantee, un noto marketplace operante in lingua cinese, accusato di essere un pilastro fondamentale per le frodi online, il riciclaggio di denaro e altre attività criminali a livello transnazionale.
Xinbi Guarantee agisce come un ponte cruciale, connettendo gli operatori di scam center, prevalentemente situati nel Sud-est asiatico, con fornitori di servizi finanziari, tecnologici e altri beni essenziali per le loro operazioni illecite. Secondo le stime del Tesoro USA, dal suo avvio nel 2022, il marketplace avrebbe gestito transazioni per un valore superiore ai 24 miliardi di dollari, includendo sia valute digitali che valute fiat. Questo dato sottolinea l'enorme portata economica delle attività illecite facilitate dalla piattaforma.
Le analisi condotte dalla società di blockchain analytics TRM Labs suggeriscono che il volume delle transazioni potrebbe essere ancora maggiore, superando i 36 miliardi di dollari. TRM Labs ha inoltre evidenziato come Xinbi Guarantee abbia visto un incremento quasi raddoppiato dei flussi giornalieri tra maggio e dicembre 2025, beneficiando del declino di altri marketplace simili già sanzionati, come Huione Guarantee e Tudou Guarantee. La piattaforma non si limita a facilitare le truffe, ma offre anche un mercato per beni e servizi illeciti, tra cui dati personali rubati, documenti d'identità falsi, strumenti per la creazione di deepfake basati su intelligenza artificiale, apparecchiature per internet satellitare e servizi di cambio criptovalute over-the-counter.
L'OFAC non si è limitato a sanzionare Xinbi Guarantee, ma ha esteso le misure punitive anche a due entità considerate cruciali per il suo funzionamento. Si tratta di SafeW Technology, un fornitore di servizi di messaggistica con crittografia end-to-end con sede a Singapore, e Anwen Technology, con sede in Cambogia, sviluppatrice dell'app di portafoglio digitale XinbiPay (nota anche come NewPay).
Contestualmente all'annuncio delle sanzioni, il Secret Service degli Stati Uniti e la società di intelligence blockchain Elliptic hanno reso noto di aver identificato e bloccato circa 52,8 milioni di dollari in cryptoasset collegati a Xinbi Guarantee. Questa azione mira a creare incertezza tra gli utenti e i commercianti della piattaforma, minando la fiducia e la stabilità necessarie per il suo funzionamento. Elliptic ha osservato che Xinbi Guarantee sembra essere attualmente offline, con Telegram che ha rimosso i canali principali associati al marketplace e bannato gli username collegati.
Le sanzioni imposte da USA e UK rappresentano un duro colpo per le operazioni di Xinbi Guarantee e per l'ecosistema criminale che supporta. L'obiettivo è quello di disarticolare le reti che consentono a questi centri di frode, spesso operanti in contesti dove individui vengono sfruttati con false promesse di lavoro, di rubare miliardi di dollari, in particolare a vittime americane. Le autorità intendono utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione per interrompere queste attività illecite e proteggere i cittadini.
La mossa congiunta evidenzia una crescente cooperazione internazionale nel contrasto al cybercrimine finanziario. La capacità di tracciare e bloccare asset digitali legati ad attività illecite è fondamentale per rendere meno profittevoli e più rischiose queste operazioni. L'incertezza generata dal congelamento dei fondi e dalla chiusura delle piattaforme di comunicazione utilizzate potrebbe portare a una frammentazione delle reti criminali, ma anche alla ricerca di nuove vie e strumenti per continuare le loro attività.
Contenuto generato automaticamente da intelligenza artificiale a partire da fonti pubbliche. Non garantiamo l'accuratezza assoluta delle informazioni: consulta sempre la fonte originale. I diritti sui contenuti originali appartengono ai rispettivi editori.