
Un nuovo worm chiamato WeWorm, sviluppato da ricercatori di Calif, sfrutta una vulnerabilità zero-click in WeChat per dirottare account utente su Android e iOS, anche senza interazione da parte della vittima.
Una startup di cybersecurity, Calif, ha recentemente svelato l'esistenza di uno strumento di hacking innovativo, denominato WeWorm, capace di compromettere smartphone Android e iOS attraverso una semplice chiamata in arrivo sull'applicazione WeChat. Questo worm è descritto come il primo del suo genere a diffondersi tramite chiamate WeChat, sfruttando vulnerabilità di esecuzione remota di codice (RCE).
I ricercatori di Calif hanno identificato una falla critica all'interno dello stack VoIP (Voice over IP) di WeChat. La vulnerabilità, classificata come un problema di corruzione della memoria, permette a un attaccante di eseguire codice arbitrario sul dispositivo della vittima. Ciò avviene sfruttando i privilegi di comunicazione che WeChat concede ai contatti fidati. È importante sottolineare che l'attacco non richiede alcuna interazione da parte dell'utente: la vittima non deve rispondere alla chiamata, né interagire in alcun modo con il proprio dispositivo. Anche se la chiamata venisse accettata, l'utente non sentirebbe nulla, ma l'exploit riuscirebbe comunque. Rifiutare la chiamata blocca il tentativo corrente, ma l'attaccante può semplicemente riprovare in seguito.
La scoperta di questa falla è stata resa possibile dall'uso combinato di modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), sia open-source che proprietari. I ricercatori hanno impiegato circa due giorni per sviluppare gli exploit per le versioni vulnerabili di WeChat e un'ulteriore settimana per integrare questi exploit nello strumento WeWorm.
Una volta che WeWorm ha preso il controllo di un account WeChat, l'attaccante ottiene la piena gestione. Questo include la possibilità di leggere e inviare messaggi, effettuare chiamate e agire per conto della vittima, impersonandola. Sebbene l'exploit richieda inizialmente che l'attaccante sia presente nella lista degli amici della vittima, i ricercatori evidenziano che questo non rappresenta un ostacolo significativo. Un attaccante potrebbe infatti compromettere prima un amico della vittima e utilizzare il suo account per raggiungere il bersaglio principale.
Inoltre, i ricercatori hanno avvertito che, se combinato con altre vulnerabilità specifiche di Android e iOS, WeWorm potrebbe portare al controllo completo del dispositivo compromesso.
Dopo aver segnalato la vulnerabilità a Tencent, l'azienda madre di WeChat, i ricercatori di Calif hanno inizialmente visto il loro account WeChat bannato. Successivamente, Tencent ha confermato la gravità della falla, riconoscendo che lo sfruttamento potenziale permetteva l'esecuzione remota di comandi. L'azienda ha rilasciato aggiornamenti per l'app WeChat su Android (versione 8.0.77) e iOS (versione 8.0.76) per correggere la vulnerabilità.
I ricercatori di Calif hanno concluso la loro analisi sottolineando come l'intelligenza artificiale stia rivoluzionando il panorama della cybersecurity. Quella che un tempo richiedeva mesi di lavoro da parte di team numerosi, ora può essere realizzata in tempi notevolmente ridotti grazie all'AI. Il loro lavoro dimostra come gli LLM possano accelerare significativamente la ricerca di vulnerabilità e lo sviluppo di exploit, sebbene il giudizio strategico e la supervisione umana rimangano cruciali per indirizzare e testare in modo sicuro queste capacità.
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