
Microsoft ha affrontato un numero senza precedenti di vulnerabilità con il suo ultimo "Patch Tuesday", correggendo 974 CVE. L'aumento è legato all'uso di AI per scovare falle, ma pone nuove sfide per la gestione delle patch.
Microsoft ha recentemente pubblicato un aggiornamento di sicurezza di proporzioni record, correggendo ben 974 Common Vulnerabilities and Exposures (CVE) nel suo ciclo di "Patch Tuesday" di settembre. Questo numero supera significativamente il precedente primato di 570 CVE registrato nel luglio 2026, segnando un'impennata notevole nella quantità di falle scoperte e risolte dall'azienda.
L'aggiornamento copre un'ampia gamma di prodotti Microsoft, con il sistema operativo Windows che presenta la maggior parte delle vulnerabilità (723), seguito da Office (111). L'incremento è stato costante negli ultimi mesi: dopo i 200 CVE di giugno, si è passati a 120 ad aprile, 164 a maggio, 400 ad agosto e infine le 974 di settembre.
Secondo quanto comunicato da Microsoft, questo aumento esponenziale è in parte attribuibile all'adozione di strumenti basati sull'intelligenza artificiale agentica (AI agentic tools). Queste tecnologie vengono impiegate per identificare vulnerabilità, comprese le zero-day, che in precedenza potevano sfuggire ai metodi di analisi tradizionali. Sebbene l'AI possa accelerare la scoperta di falle, essa introduce anche una nuova complessità nella gestione della sicurezza.
Di fronte a un volume così elevato di correzioni, gli esperti di sicurezza sottolineano l'importanza di un approccio basato sul rischio nella gestione delle vulnerabilità. Non si tratta più solo di applicare le patch, ma di identificare e dare priorità a quelle che rappresentano la minaccia più immediata per le infrastrutture aziendali. Jack Bicer, direttore della ricerca sulle vulnerabilità presso Action1, ha evidenziato come sia cruciale per i team IT e di sicurezza distinguere rapidamente le falle che richiedono un intervento immediato da quelle che possono seguire i cicli di distribuzione standard.
All'interno di questo corposo aggiornamento, Microsoft ha messo in guardia su due zero-day che risultano essere già attivamente sfruttate da attori malevoli. La prima, CVE-2026-85880, è una vulnerabilità di tipo heap-based buffer overflow nel componente Windows Advanced Local Procedure Call (ALPC). Questa falla, con un punteggio di gravità di 7.8, permette a un attaccante con privilegi limitati di elevare i propri permessi a livello locale. La seconda, CVE-2026-81963, riguarda una gestione impropria dei link prima dell'accesso ai file nel Windows Update Stack, consentendo anch'essa un'elevazione di privilegi locale da parte di un utente autorizzato.
L'aggiornamento include anche 119 vulnerabilità classificate come critiche. Tra quelle che richiedono particolare attenzione, secondo le raccomandazioni di Action1, figurano:
La vastità di questo rilascio sottolinea la continua evoluzione del panorama delle minacce informatiche e la necessità per le organizzazioni di adottare strategie di cybersecurity proattive e resilienti, capaci di gestire sia la scoperta che la mitigazione rapida delle vulnerabilità.
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