
Un membro del movimento studentesco serbo è stato infettato dallo spyware Pegasus di NSO Group tramite un exploit 'zero-click' su iMessage. L'attacco, scoperto da Citizen Lab e SHARE Foundation, sfruttava una vulnerabilità già patchata da Apple.
Un recente caso di sorveglianza digitale ha visto protagonista lo spyware Pegasus del gruppo NSO, colpendo un membro del movimento studentesco in Serbia. L'infezione è avvenuta tramite un sofisticato attacco di tipo 'zero-click' che ha sfruttato una vulnerabilità nell'applicazione iMessage di Apple. La scoperta è stata resa nota da un'indagine forense condotta dal Citizen Lab e dalla SHARE Foundation.
L'exploit 'zero-click' è particolarmente insidioso perché non richiede alcuna interazione da parte della vittima. A differenza di altri attacchi che necessitano che l'utente clicchi su un link malevolo o apra un allegato infetto, questo tipo di vulnerabilità permette allo spyware di infiltrarsi nel dispositivo semplicemente ricevendo un messaggio. Una volta installato, Pegasus offre all'attaccante un controllo quasi totale sul dispositivo compromesso, inclusa la possibilità di accedere a note, foto, messaggi criptati e persino di attivare di nascosto microfono e fotocamera.
Il Citizen Lab ha identificato indicatori di infezione sul dispositivo della vittima, un iPhone, tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Sebbene la versione specifica del sistema operativo iOS al momento dell'attacco non sia stata divulgata per proteggere la privacy, i ricercatori ritengono che la vulnerabilità sfruttata sia stata corretta da Apple con il rilascio di iOS 18.4.1 nell'aprile 2025. La vittima, che ha acconsentito alla pubblicazione dei dettagli ma ha richiesto l'anonimato, ha ricevuto una notifica di minaccia da Apple che ha innescato l'indagine.
Questo incidente non è un caso isolato nel contesto serbo. La SHARE Foundation ha documentato almeno altre 14 notifiche di minaccia simili, riguardanti membri del movimento studentesco, esponenti della società civile e un membro dell'opposizione parlamentare. Il Citizen Lab collega questi episodi a una storia pregressa di abusi di sorveglianza nel paese, citando anche l'uso precedente di Pegasus e l'impiego di strumenti forensi come Cellebrite per installare lo spyware NoviSpy.
Proprio in concomitanza con la notizia dell'attacco Pegasus, Amnesty Tech e la SHARE Foundation hanno confermato il ritrovamento di una nuova versione di NoviSpy su un altro dispositivo appartenente a un membro del movimento studentesco. Queste attività di sorveglianza sembrano intensificarsi in vista dei cicli elettorali previsti per il 2026.
Il Citizen Lab sottolinea l'importanza di prendere sul serio le notifiche di minaccia di Apple, considerandole come una forte indicazione di un'infezione in corso. In questi casi, è fondamentale cercare immediatamente assistenza da esperti di sicurezza digitale. Si raccomanda inoltre ai contatti stretti delle persone targettizzate (familiari, collaboratori) di sottoporsi a screening per verificare la presenza di spyware.
Per gli utenti a più alto rischio, come attivisti o giornalisti, viene suggerito di abilitare la Modalità Blocco (Lockdown Mode) di Apple, una funzione di sicurezza avanzata progettata per proteggere da attacchi mirati. Mantenere tutti i dispositivi aggiornati all'ultima versione del sistema operativo è sempre una pratica essenziale per mitigare le vulnerabilità note.
Gli individui in Serbia che sospettano di essere stati presi di mira sono incoraggiati a contattare la SHARE Foundation. Per chi si trova altrove, si consiglia di rivolgersi a organizzazioni fidate come la Digital Security Helpline di Access Now o consultare risorse online come Security Planner per ricevere consigli personalizzati. Il Citizen Lab continua le proprie indagini su altri casi di notifica di minaccia, confermando la persistente attività di spyware commerciali contro il movimento pro-democrazia in Serbia.
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