
La Solicitors Regulation Authority avverte gli avvocati britannici: le allucinazioni dell'IA e la fuga di dati riservati mettono a rischio la deontologia professionale e la fiducia dei clienti.
La Solicitors Regulation Authority (SRA), l'ente regolatore del settore legale nel Regno Unito, ha recentemente diramato un avviso formale rivolto a tutti gli studi legali e ai professionisti del diritto. Il documento, pubblicato a metà agosto, sottolinea la crescente preoccupazione per l'adozione incontrollata dell'intelligenza artificiale generativa all'interno delle pratiche quotidiane. Nonostante l'innovazione tecnologica offra opportunità di efficientamento, la SRA ha evidenziato come la mancanza di supervisione stia portando a violazioni significative del codice di condotta professionale.
Uno dei punti critici sollevati dall'autorità riguarda le cosiddette allucinazioni dell'IA. Sono stati segnalati numerosi casi in cui avvocati hanno presentato atti giudiziari contenenti riferimenti giurisprudenziali inesistenti o citazioni errate, generate autonomamente dai modelli di linguaggio. Questo fenomeno non rappresenta solo un errore tecnico, ma una grave minaccia per l'amministrazione della giustizia. La SRA è stata categorica: la responsabilità finale dell'output prodotto dall'IA ricade interamente sul professionista. L'inserimento di materiale falso in tribunale può configurare il reato di oltraggio alla corte (contempt of court), con conseguenze disciplinari e legali estremamente severe per i legali e i loro supervisori.
Oltre all'accuratezza dei contenuti, l'autorità ha puntato il dito contro la gestione imprudente delle informazioni riservate. Molti professionisti hanno alimentato strumenti di IA pubblici con dati sensibili dei propri assistiti, esponendo le informazioni a rischi di data leak e violazioni della privacy. La SRA ha chiarito che l'utilizzo di tool di IA, siano essi gratuiti o a pagamento, richiede l'implementazione di rigorose misure di sicurezza. I dati dei clienti devono essere trattati esclusivamente all'interno di ambienti protetti, dotati di adeguate garanzie contrattuali, tecniche e organizzative. L'immissione di dati in sistemi non sicuri è considerata una violazione diretta del dovere di riservatezza verso il cliente.
L'approccio della SRA non è proibizionista, ma orientato ai risultati. L'ente non impone strumenti specifici, ma richiede che gli studi legali adottino strutture di governance efficaci per mitigare i rischi. Tra le raccomandazioni principali figurano:
In conclusione, il settore legale si trova di fronte a una sfida di adattamento. Come sottolineato dalla Law Society of England and Wales, l'innovazione è inarrestabile, ma deve procedere di pari passo con un'etica professionale rigorosa. La SRA ha promesso di continuare a fornire linee guida aggiornate, ma il messaggio per gli avvocati è chiaro: l'IA non può sostituire il giudizio professionale informato e la responsabilità personale che definiscono la professione forense.
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