
Una falla di isolamento nei chip UNISOC permette a un attaccante di scalare i privilegi dal modem al kernel Android, compromettendo l'intero dispositivo tramite una semplice chiamata VoLTE.
Una recente scoperta di sicurezza ha messo in luce una grave vulnerabilità architetturale all'interno dei chipset prodotti da UNISOC, uno dei principali attori globali nel mercato dei semiconduttori. La falla, identificata come CWE-1189 (Improper Isolation of Shared Resources), permette a un utente malintenzionato di superare i confini di sicurezza tra il firmware del modem e il sistema operativo Android, ottenendo privilegi di kernel.
Il problema risiede in una carenza di isolamento tra la memoria dedicata al modem e quella riservata al kernel del dispositivo. Secondo l'analisi condotta dal team di SSD Secure Disclosure, in collaborazione con il ricercatore indipendente 0x50594d, un attaccante che riesca a ottenere l'esecuzione di codice nel contesto del modem può manipolare la Memory Protection Unit (MPU). Disabilitando le protezioni su specifiche regioni di memoria, il modem acquisisce la capacità di leggere e scrivere direttamente nella memoria fisica utilizzata dal kernel Android.
La dimostrazione pratica dell'exploit è particolarmente allarmante: i ricercatori hanno utilizzato una chiamata VoLTE (Voice over Long-Term Evolution) per innescare la catena di attacco. Inviando pacchetti appositamente manipolati durante una chiamata video, è stato possibile eseguire un payload malevolo direttamente nello spazio del kernel. Questo tipo di attacco è definito Remote Code Execution (RCE), poiché non richiede un accesso fisico al dispositivo, rendendo la minaccia estremamente insidiosa.
Sebbene la ricerca si sia concentrata su modelli specifici come il Realme C33, il Xiaomi Redmi A5 e il Motorola E13, la natura del problema suggerisce che il rischio sia esteso a un ampio ventaglio di dispositivi che integrano i SoC (System-on-a-Chip) UNISOC. È importante sottolineare che la presenza di patch di sicurezza aggiornate (anche recenti, come quelle datate inizio 2026) non ha impedito il successo dell'exploit, confermando che si tratta di un difetto di progettazione hardware e firmware profondo, non facilmente risolvibile tramite semplici aggiornamenti software di routine.
Al momento della pubblicazione, non sono stati rilasciati bollettini ufficiali o patch correttive da parte di UNISOC. I tentativi di contatto da parte dei ricercatori di SSD e di diverse testate giornalistiche di settore non hanno ricevuto risposta. Questa mancanza di comunicazione lascia gli utenti finali in una posizione di vulnerabilità, poiché la risoluzione dipende interamente dalla capacità del produttore del chip e dei singoli OEM (Original Equipment Manufacturer) di rilasciare un aggiornamento del firmware che corregga l'isolamento della memoria.
Questo incidente rientra in un filone di vulnerabilità che colpiscono i componenti di comunicazione cellulare, spesso considerati una "scatola nera" difficile da analizzare. A differenza delle applicazioni utente, il firmware del modem opera con privilegi elevati e ha accesso diretto all'hardware radio, rendendolo un bersaglio privilegiato per attori malevoli che cercano di mantenere una persistenza invisibile sul dispositivo. Casi simili, come le vulnerabilità riscontrate nei modem Cinterion nel 2024, dimostrano che la sicurezza dei componenti di rete è diventata un campo di battaglia critico per la protezione dei dispositivi mobili moderni. Gli utenti in possesso di dispositivi dotati di chipset UNISOC sono invitati a monitorare attentamente i canali ufficiali dei produttori per eventuali aggiornamenti del firmware, sebbene al momento non esistano contromisure immediate per mitigare il rischio di attacchi tramite VoLTE.
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