
Una nuova variante di botnet basata sul codice sorgente di Mirai sta prendendo di mira dispositivi IoT e router tramite una vasta gamma di vulnerabilità note e zero-day.
Il panorama della sicurezza informatica è stato recentemente scosso dall'emergere di Evooo1Bot, una nuova e sofisticata famiglia di botnet basata sull'architettura del celebre malware Mirai. Scoperta dai ricercatori di FortiGuard Labs, questa minaccia dimostra come il codice sorgente originale di Mirai, trapelato online nel 2016, continui a rappresentare una base fertile per l'evoluzione di strumenti di attacco sempre più complessi e pericolosi.
Ciò che distingue Evooo1Bot dai suoi predecessori è l'integrazione di un vasto arsenale di exploit mirati a colpire una pletora di dispositivi esposti su Internet. La botnet non si limita a tentativi di accesso tramite credenziali predefinite, ma sfrutta attivamente una serie di vulnerabilità note, che spaziano da falle storiche risalenti al 2007 (come la CVE-2007-3010 su sistemi Alcatel) fino a vulnerabilità critiche scoperte nel 2025 (come la CVE-2025-55583 su router D-Link).
L'elenco dei dispositivi target è estremamente eterogeneo e include router di marchi come Tenda, D-Link, NETGEAR e Telesquare, oltre a dispositivi industriali come i gateway ME-RTU di Mitsubishi Electric. Questa capacità di colpire hardware così diversificato suggerisce che gli operatori della botnet stiano conducendo una campagna di scansione su larga scala, volta a massimizzare il numero di nodi infetti all'interno della propria rete di controllo.
Sebbene Evooo1Bot riutilizzi il motore di attacco DDoS (Distributed Denial of Service) tipico di Mirai, le sue funzionalità sono state significativamente potenziate. Gli analisti hanno identificato una struttura modulare che eleva il malware ben al di sopra della media delle minacce IoT standard. Tra le caratteristiche tecniche più rilevanti figurano:
La scoperta di Evooo1Bot sottolinea una verità scomoda per la sicurezza delle infrastrutture di rete: i dispositivi edge e IoT rimangono l'anello debole della catena. La combinazione di una base di codice collaudata come quella di Mirai con tecniche di offuscamento moderno e moduli di proxying rende questa botnet uno strumento estremamente efficace per il cyber-spionaggio e per attacchi di rete persistenti.
Gli esperti raccomandano vivamente di mantenere aggiornato il firmware di tutti i dispositivi di rete, disabilitare i servizi non necessari (come l'accesso SSH remoto se non strettamente richiesto) e monitorare il traffico in uscita alla ricerca di anomalie verso indirizzi IP sospetti. La capacità di questa botnet di sfruttare vulnerabilità recenti, incluse alcune classificate come zero-day al momento dell'attacco, evidenzia la necessità di un approccio alla sicurezza basato sulla difesa in profondità, dove il dispositivo edge non deve mai essere considerato un perimetro sicuro in modo isolato.
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