
Un nuovo rapporto rivela che il 30% dei produttori nel Regno Unito ha subito attacchi informatici, evidenziando una preoccupante mancanza di strategie di difesa strutturali.
Il settore manifatturiero britannico sta affrontando una crisi di sicurezza silenziosa ma devastante. Secondo il recente rapporto Cyber Security in Manufacturing, pubblicato dall'associazione di categoria Make UK, circa il 30% delle aziende del settore ha subito un incidente informatico nell'ultimo anno. Che si tratti di attacchi diretti o di violazioni propagate attraverso la supply chain, le conseguenze per la produzione sono tangibili e allarmanti.
L'indagine chiarisce che un attacco informatico nel comparto industriale non si limita alla perdita di dati, ma si traduce immediatamente in un blocco fisico. Il 31% delle aziende colpite ha registrato una riduzione della capacità produttiva e ritardi nelle consegne, mentre il 23% ha dovuto affrontare carenze critiche di componenti o materie prime. Questi numeri dimostrano come la sicurezza informatica sia ormai diventata una variabile fondamentale per la continuità operativa e la stabilità commerciale.
Nonostante la crescente consapevolezza dei rischi, la preparazione delle aziende rimane frammentaria. Il rapporto evidenzia un divario preoccupante tra la percezione del pericolo e l'adozione di misure concrete. Solo il 51% delle imprese dispone di un piano formale di incident response, mentre meno della metà (45%) ha assegnato una responsabilità specifica per la cybersecurity ai vertici aziendali. Ancora più critico è il dato relativo alle figure professionali: meno di un quarto delle aziende (23%) si avvale di un CISO (Chief Information Security Officer) dedicato.
Questa carenza di governance è aggravata da una sottovalutazione del rischio finanziario: circa un terzo dei produttori opera senza una polizza assicurativa specifica per il cyber-rischio o non è a conoscenza dell'effettiva copertura in caso di interruzione dell'attività. Andrew Lintell, general manager per l'area EMEA di Claroty, sottolinea come l'attacco subito da Jaguar Land Rover nel 2025 avrebbe dovuto fungere da campanello d'allarme, ma molte organizzazioni non hanno ancora implementato le contromisure necessarie.
Un punto focale dell'analisi riguarda la natura stessa degli ambienti di fabbrica. Molti strumenti di sicurezza focalizzati sull'IT tradizionale risultano inefficaci nel monitorare i sistemi di controllo industriale (ICS), i sensori e i macchinari interconnessi. Lintell osserva che "non si può difendere ciò che non si può vedere". La mancanza di visibilità su questi asset espone le linee di produzione a rischi che, se non gestiti, portano a interruzioni repentine e danni economici ingenti, trasformando un problema tecnico in un disastro commerciale.
Per colmare queste vulnerabilità, Make UK esorta le aziende a superare la logica della semplice conformità passiva, elevando la sicurezza informatica a priorità strategica da discutere in sede di consiglio di amministrazione. Le raccomandazioni chiave includono:
In un mercato globale dove i partner commerciali richiedono sempre più prove di integrità e resilienza, la capacità di proteggere l'infrastruttura digitale non è più un'opzione, ma un requisito essenziale per la sopravvivenza competitiva.
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