
L'uso di deepfake e IA per aggirare i controlli KYC si intensifica, mentre gli Stati Uniti vietano modelli IA cinesi per rischi di sicurezza nazionale.
Il panorama della cybercriminalità continua a evolversi, con tattiche sempre più sofisticate per eludere i sistemi di sicurezza. Un recente rapporto di Flare aveva già messo in luce un fiorente mercato nero dedicato alla creazione e vendita di servizi di identità fraudolenta, specificamente progettati per superare i controlli Know Your Client (KYC) richiesti da banche e altre piattaforme online.
Questi servizi vanno oltre la semplice generazione di documenti falsi, offrendo un pacchetto completo che include documenti d'identità digitali manipolati (passaporti, patenti, carte d'identità di numerose nazioni), fotografie e video alterati tramite deepfake e altre tecniche di intelligenza artificiale, assistenza per superare le verifiche di liveness (la prova che la persona sia reale e presente) e persino account già verificati.
L'operatore di OnlyFake, un servizio noto per aver creato oltre 10.000 documenti d'identità digitali fraudolenti, si è dichiarato colpevole a febbraio 2026 negli Stati Uniti. Questo caso sottolinea la gravità del problema: i criminali sfruttano queste identità false per celare la propria persona, eludere i controlli di identità presso istituzioni finanziarie e exchange di criptovalute, e facilitare attività illecite come il riciclaggio di denaro.
Il processo KYC è un pilastro per le istituzioni finanziarie, volto a stabilire l'identità di un cliente e valutarne il rischio. Tipicamente, include la validazione dei documenti, il confronto tra la foto del documento e un'immagine dal vivo del richiedente, la verifica dei contatti, l'indagine sull'origine dei fondi e controlli su liste di sanzioni. Il monitoraggio prosegue anche dopo l'apertura del conto.
I criminali hanno sviluppato strategie per neutralizzare ogni fase di questo processo:
Parallelamente all'evoluzione delle tecniche di frode, emergono nuove preoccupazioni legate all'uso di tecnologie di intelligenza artificiale. Il Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DHS) degli Stati Uniti ha recentemente annunciato il divieto dell'uso di DeepSeek, un modello di IA sviluppato in Cina, e dei suoi affiliati da parte delle agenzie federali civili. La decisione, motivata dal Federal Acquisition Supply Chain Act, cita la revisione del Federal Acquisition Security Council per impedire alle agenzie federali di acquistare prodotti e servizi IT dalla società madre, Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence.
Il Segretario del DHS, Markwayne Mullin, ha dichiarato che i modelli di DeepSeek presentano "molteplici vettori di minaccia" per i sistemi IT delle agenzie federali civili. Alcune di queste minacce sono uniche per il paese d'origine, mentre altre sollevano preoccupazioni relative alla privacy e alla raccolta massiva di dati, potenzialmente applicabili anche ad altri modelli di IA cinesi e statunitensi. Mullin ha specificato che i modelli di DeepSeek memorizzano dati su server basati in Cina, dove le leggi sulla sicurezza nazionale conferiscono al governo cinese ampia facoltà di richiedere e ottenere dati dalle aziende locali. I modelli ospitati direttamente da DeepSeek raccolgono informazioni personali identificabili dagli utenti e tracciano le loro "impronte digitali" online. Inoltre, il processo "prompt and response" potrebbe comportare il trasferimento di dati sensibili al governo cinese, con il rischio di produrre informazioni sfruttabili su cittadini statunitensi e programmi governativi.
Questa mossa esclude le agenzie federali dall'utilizzo di uno dei modelli di IA open-weight cinesi più popolari e potenti, un anno dopo che aziende statunitensi e il governo federale avevano accusato i creatori di DeepSeek di aver "distillato sistematicamente" i loro modelli. L'ordine richiede alle agenzie civili di escludere i prodotti DeepSeek dai futuri acquisti e di rimuovere eventuali versioni già installate. Le agenzie possono richiedere eccezioni, ma devono fornire una "giustificazione convincente" con 60 giorni di anticipo. Le nuove fonti confermano che questa decisione è stata presa in seguito a una revisione del Federal Acquisition Security Council, che ha identificato "molteplici vettori di minaccia" nei modelli di DeepSeek, alcuni dei quali legati specificamente alla loro origine cinese e alle leggi locali sulla sicurezza nazionale che consentono al governo di accedere ai dati delle aziende. Le preoccupazioni includono la raccolta di dati personali identificabili e il potenziale trasferimento di informazioni sensibili al governo cinese.
La disponibilità di servizi di identità fraudolenta nel dark web, unita alle crescenti preoccupazioni sulla sicurezza dei dati legati all'uso di tecnologie IA di origine estera, rappresenta una minaccia significativa per la sicurezza finanziaria e nazionale globale. Permette a criminali di operare con maggiore impunità, facilitando frodi, riciclaggio di denaro e finanziamento di attività illecite. La capacità di creare identità digitali convincenti e di superare le verifiche biometriche e di liveness, unita ai potenziali rischi derivanti dall'uso di modelli IA con sede in paesi esteri, evidenzia una continua corsa agli armamenti tra difensori e attaccanti.
Le piattaforme che si affidano ai processi KYC devono costantemente aggiornare le proprie difese, integrando tecnologie più avanzate per il rilevamento di deepfake, l'analisi comportamentale e la verifica multi-fattore. La collaborazione tra le forze dell'ordine, le aziende di sicurezza informatica e le agenzie governative è cruciale per smantellare queste reti criminali, proteggere l'integrità del sistema finanziario digitale e mitigare i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dall'uso di tecnologie IA potenzialmente compromesse.
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