
Un tribunale del New Mexico ha imposto a Meta una multa record di 25 miliardi di dollari per aver ingannato gli utenti sulla gestione dei loro dati, in relazione allo scandalo Cambridge Analytica.
Un giudice del New Mexico ha emesso una sentenza che obbliga Meta, la società madre di Facebook, a pagare una sanzione di 25 miliardi di dollari. La decisione, presa da un tribunale distrettuale statale, deriva da una causa legale incentrata sulla privacy dei dati e sulle dichiarazioni ingannevoli fatte dall'azienda riguardo al controllo che gli utenti avevano sulle proprie informazioni personali. La vicenda affonda le radici nello scandalo Cambridge Analytica, emerso nel 2018.
Il giudice Francis J. Mathew ha dichiarato che Facebook aveva promesso ai suoi utenti di avere il controllo sui propri dati, ma che questa affermazione si è rivelata falsa. La sanzione è stata comminata a seguito di oltre 43 milioni di violazioni della legge statale sulle pratiche commerciali scorrette. Il caso, avviato nel 2021, è una conseguenza diretta delle rivelazioni secondo cui la società britannica di consulenza politica Cambridge Analytica aveva acquisito i dati di milioni di utenti Facebook senza il loro consenso, al fine di creare profili psicografici.
I dati in questione furono raccolti attraverso un'applicazione di quiz sulla personalità chiamata "thisisyourdigitallife". Sebbene circa 300.000 utenti abbiano partecipato al test psicologico, in seguito si scoprì che l'app aveva anche raccolto dati relativi ai loro amici, accumulando così un database contenente 87 milioni di profili. Meta aveva bandito l'applicazione nel 2015 per aver violato le politiche della piattaforma e aveva inviato una richiesta legale a Cambridge Analytica per la cancellazione dei dati raccolti. Poco dopo lo scandalo, nel maggio 2018, Cambridge Analytica annunciò la cessazione immediata delle proprie attività. È noto che la società fu coinvolta nella campagna presidenziale di Donald Trump nel 2016.
Questa non è la prima volta che Meta si trova ad affrontare conseguenze legali significative per questioni legate alla privacy dei dati. Nel dicembre 2022, la società ha accettato di pagare 725 milioni di dollari per risolvere una class-action che accusava l'azienda di aver condiviso impropriamente le informazioni degli utenti con Cambridge Analytica. In precedenza, nel 2019, Meta aveva ricevuto una multa di 5 miliardi di dollari dalla Federal Trade Commission (FTC) statunitense per aver compromesso la capacità degli utenti di controllare la propria privacy su Facebook.
Inoltre, nell'agosto dello stesso anno, Meta aveva raggiunto un accordo con quasi tutti gli stati e territori degli Stati Uniti (ad eccezione del New Mexico e della Florida) per pagare 18 miliardi di dollari nell'arco di un decennio e implementare misure più rigorose per la sicurezza dei minori su Facebook e Instagram. Tale accordo includeva anche 459 milioni di dollari per risarcimenti legati alla vicenda Cambridge Analytica.
Il Chief Legal Officer di Meta, C.J. Mahoney, ha criticato la recente sanzione, affermando che l'azienda intende presentare ricorso contro la decisione del tribunale. La sentenza del New Mexico rappresenta una delle multe più elevate mai imposte a una società tecnologica per violazioni della privacy, sottolineando la crescente attenzione delle autorità e del pubblico sulla protezione dei dati personali nell'era digitale.
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