
Un'ondata di attacchi DDoS coordinati ha interrotto per oltre 30 ore l'infrastruttura internet della Corea del Nord, rendendo inaccessibili circa 40 siti web ufficiali. Le indagini puntano a traffico anomalo proveniente da diverse nazioni, ma l'identità degli aggressori rimane sconosciuta.
Questa settimana, l'infrastruttura internet della Corea del Nord è stata colpita da molteplici ondate di attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), causando l'interruzione temporanea di circa 40 siti web ufficiali per un periodo di circa 32 ore. L'analisi della società di monitoraggio di rete Kentik ha collegato queste interruzioni a picchi sincronizzati di traffico in entrata, iniziati il 20 ottobre 2026.
Doug Madory, direttore dell'analisi internet di Kentik, ha osservato che i dati aggregati sul traffico mostravano flussi intensi originati da Vietnam, Filippine, Venezuela e altri paesi. L'aumento del traffico è iniziato intorno alle 02:01 UTC, momento in cui i siti web nordcoreani sono diventati inaccessibili. Madory ha dichiarato a Reuters che l'origine simultanea del traffico da Vietnam e Venezuela indicava chiaramente un attacco DDoS. Tuttavia, Kentik ha potuto monitorare solo una parte del traffico diretto verso la Corea del Nord, limitando la visibilità sulla reale portata dell'incidente.
L'interruzione ha interessato siti web che utilizzano il dominio di primo livello nazionale (.kp) della Corea del Nord. Tra questi figurano il Ministero degli Affari Esteri, l'agenzia di stampa Korean Central News Agency (KCNA), Rodong Sinmun (l'organo ufficiale del Partito del Lavoro di Corea), Naenara (il portale del governo) e la compagnia aerea nazionale Air Koryo. Secondo quanto riportato, anche il server di posta elettronica SMTP di Silibank ha subito interruzioni. Il monitoraggio ha indicato che KCNA è rimasto offline per 19 delle prime 24 ore successive all'inizio dell'incidente. Altri siti colpiti hanno sperimentato solo brevi finestre di connettività, suggerendo interruzioni ripetute piuttosto che un'unica interruzione continua.
Nell'analisi tecnica, Madory ha identificato il blocco di indirizzi 175.45.176.0/24, che ospita i server dei nomi per il dominio .kp. La ripetuta indisponibilità di questo intervallo ha avuto un impatto critico sull'infrastruttura di risoluzione dei nomi di dominio, tanto quanto la disponibilità dei singoli siti web. Madory ha inoltre documentato modifiche al routing della rete AS131279 della Corea del Nord durante gli attacchi. Le sue osservazioni hanno evidenziato comportamenti differenti tra quattro blocchi di indirizzi adiacenti:
Queste osservazioni confermano che il routing è stato modificato durante l'incidente, ma non chiariscono se tali cambiamenti siano stati misure difensive deliberate o il risultato di problemi di connettività.
Secondo quanto riferito dalla rete televisiva sudcoreana SBS, circa 42 siti web principali con dominio .kp sono tornati a operare stabilmente intorno alle 19:00 del 21 ottobre, dopo circa 32 ore di interruzione. Inizialmente, si erano considerate spiegazioni alternative come instabilità elettrica, guasti alle telecomunicazioni o manutenzione. L'analisi del traffico da parte di Kentik ha rafforzato la conclusione di un attacco DDoS, ma non ha permesso di identificare gli autori. I paesi associati al traffico osservato non devono essere considerati come rappresentativi dei governi o degli operatori in quelle località. Inoltre, i rapporti disponibili non specificano la larghezza di banda dell'attacco, le velocità dei pacchetti, i protocolli di trasporto utilizzati o se siano state impiegate tecniche di amplificazione, lasciando irrisolti diversi dettagli tecnici importanti.
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